Le vecchie 1000 lire con Maria Montessori sono una di quelle cose che tutti si ricordano, cioè nel senso che se chiedi in giro chiunque le ha viste almeno una volta, magari in fondo a un cassetto o dentro un vecchio portafoglio dimenticato da qualche parte. Erano diffusissime e ancora oggi, nonostante siano passati più di vent’anni dalla lira, sono ancora tra le più riconoscibili tra le vecchie banconote italiane.
E non solo per la Montessori in sé, che già era una figura importante, ma anche perché erano proprio le ultime mille lire stampate prima dell’arrivo dell’euro. Questo già le rende speciali, no? A proposito, magari a qualcuno interessa: chissà dove sono finite quelle mille lire che avevamo qua e la, nelle tasche di un vecchio cappotto o nei cassetti della nonna.
Perché, sorpresa sorpresa, potrebbero valere qualcosa. Alcuni esemplari sono ricercati dai collezionisti, e non parliamo di cifre astronomiche eh, però comunque cifre interessanti se si pensa che erano solo mille lire. Insomma, roba che se ne hai una messa bene, tipo come nuova, potresti anche farci una bella cena fuori.
Il ruolo di Maria Montessori
Ma perché proprio Maria Montessori su questa banconota? Beh, la risposta è semplice. Lei è stata una figura enorme nel mondo dell’educazione, una di quelle persone che cambiano veramente le cose. Il metodo Montessori, che porta il suo nome, ha rivoluzionato il modo in cui si insegnava ai bambini, abbandonando i vecchi sistemi basati solo sulla memorizzazione e l’autorità.
Invece, ha creato un metodo che metteva al centro il bambino, la sua autonomia e la sua capacità di imparare da solo. Un’idea che all’epoca era una bomba. E non era solo un’educatrice eh, ma pure una delle prime donne italiane a laurearsi in medicina. Insomma, parliamo di una mente brillante, una visionaria, una che ha lasciato il segno in più campi.
Per questo lo Stato Italiano ha deciso di metterla su una delle banconote più usate di sempre. Scelta azzeccata, non trovi? Queste mille lire hanno sostituito quelle con Marco Polo, nel 1990. Sono state stampate regolarmente fino al 1998, poi giusto qualche stampa extra fino al 2001. E poi basta, fine della lira, tutti con l’euro e via.
Quanto valgono oggi
Ma in quegli anni, le mille lire erano tipo il resto standard in ogni negozio, e quindi ci sono ancora in giro parecchi pezzi. E qui arriva la parte interessante: quanto valgono oggi? Dipende! Perché non tutte le mille lire Montessori sono uguali. Ci sono due tipi principali: la serie normale e la serie sostitutiva.
La normale ha un seriale che parte con due lettere, mentre la sostitutiva ha una X all’inizio. E già questo cambia tutto in termini di rarità e quindi di valore. La prima serie, quella con il seriale AA e stampata nel 1990, può valere tra i 25 e i 55 euro se in buono stato. Se poi è in Fior di Stampa (cioè perfetta, tipo mai usata), il valore sale fino a 70 euro.
Non male per una banconota che valeva mille lire, cioè nemmeno un euro! Ma le più interessanti sono quelle sostitutive. Se il numero di serie inizia con XA, XB o XC, il valore cambia parecchio. Qua si parla di cifre più alte, anche 100-150 euro se ben conservate, fino a 200 euro se sono in Fior di Stampa.
Attenzione alla conservazione delle mille lire
E alcune, tipo quelle che iniziano con XA e finiscono con A, possono arrivare anche a 250 euro. Questo perché sono più rare, emesse per poco tempo e quindi più difficili da trovare. Però attenzione, che non basta avere una mille lire Montessori per dire “ah ok, adesso ho un tesoro”. Il valore dipende dallo stato di conservazione, che deve essere ottimo per valere qualcosa di interessante.
Se è tutta piegata, strappata o rovinata… be’, diciamo che il collezionista medio non la vorrà proprio. Quindi, se hai ancora qualche mille lire in giro, vale la pena controllarle bene, magari trovi un pezzo interessante. Cioè, non è che diventi ricco con una sola banconota, però insomma, meglio in tasca qualche decina di euro che niente, no?
C’era pure un’altra curiosità sulle mille lire Montessori, che magari non tutti sanno. A un certo punto si diceva che sarebbero potute diventare una sorta di mini assegno nell’era dell’euro, cioè un valore di scambio alternativo. Ma ovviamente poi non se n’è fatto nulla, e sono rimaste solo pezzi da collezione.
Concludendo il discorso
Un’altra cosa da dire, già che siamo qui: le mille lire erano praticamente un simbolo della vita quotidiana italiana. Una di quelle banconote che avevi sempre in tasca, che ti davano come resto al bar, che servivano per comprare un giornale o un pacchetto di gomme. Roba che oggi con un euro non ci fai nemmeno la metà delle cose che facevi con mille lire.
E poi c’è la questione nostalgia. Per molti, la mille lire con Montessori non è solo un pezzo di carta, ma un ricordo di un’epoca. Un tempo in cui non c’era l’euro, la vita costava meno (o almeno così sembra a tutti), e le cose erano diverse. Anche per questo alcune persone le collezionano, più per il valore affettivo che per quello economico. Se hai qualche vecchia mille lire in casa, fai un bel controllo. Magari scopri di avere un piccolo tesoro e nemmeno lo sapevi. O magari no, però comunque è un bel ricordo di un’Italia che non c’è più, e anche quello ha il suo valore, no?