Se vuoi fare un regalo gradito da molte persone, potresti valutare di acquistare una pianta di orchidea. Queste piante ornamentali, infatti, hanno delle caratteristiche che le rendono uniche e molto apprezzate. Basti pensare alla particolarità del fiore, sia per forma sia per colorazione oppure al fatto che presenta radici aeree.
L’orchidea è una pianta che si adatta abbastanza bene a qualsiasi ambiente ma trova negli ambienti umidi i luoghi ideali per sviluppare, crescere e rifiorire. Talvolta, può capitare che dopo qualche settimana dall’arrivo della pianta si verifichi una progressiva perdita dei fiori. Questo può rappresentare un motivo di preoccupazione e far
pensare ad un campanello di allarme che ci dice di dover agire in qualche modo per rimediare. Proseguendo con la lettura potrai scoprirne di più su questi splendidi fiori e capire come poter fare per stimolare la fioritura di orchidee di cui sono rimasti solo foglie e rami. Obiettivo del giorno: far tornare la pianta al suo splendore!
Le orchidee: caratteristiche e curiosità
Il termine “orchidea” trae origine dalla famiglia di cui tali piante fanno parte: Orchideaceae. Si tratta, in particolare, di una grande, grandissima famiglia che racchiude migliaia e migliaia di specie di piante (oltre 25.000!), rendendo il mondo delle orchidee ancora più bello e affascinante. A cosa è dovuta questa numerosità?
Sia alla predisposizione naturale della pianta a suddividersi in molte varietà, sia dall’azione dell’uomo che per motivi estetici ha prodotto numerosi ibridi delle più svariate colorazioni. Una delle principali curiosità che riguardano le orchidee è rappresentata dal fiore: questo è formato da tre petali superiori, tre sepali inferiori e una piccola
struttura, simile alle labbra (per questo chiamata labello) che ha lo scopo di attrarre gli insetti impollinatori. Una seconda curiosità, già accennata nei paragrafi introduttive, è la presenza di radici aeree che, quindi, non stanno nel terreno ma sono in grado di assorbire umidità dall’aria circostante e anche alcuni nutrienti.
Le numerose varietà di orchidee
Come puoi immaginare dai numeri citati nei paragrafi precedenti, elencare tutte le specie di orchidea sarebbe un’impresa epica. Per questo motivo, ci limiteremo a trattare i generi che più comunemente vengono commercializzate e coltivate. La lista parte con il genere Cymbidium, consigliato dagli esperti per i climi più freschi; segue il
genere Dendrobium i cui fiori sono tra i più belli e sensazionali, alla cui fioritura, tuttavia, segue un lungo riposo vegetativo; il testimone passa poi al genere Phalaenopsis, molto comune da trovare nelle case in quanto di facile coltivazione; il genere Vanda è un’altra tipologia molto apprezzata di orchidea, soprattutto
per i suoi fiori dai colori vivaci. Infine, possiamo citare i generi Oncidium e Cattleya, l’uno con fiori molto delicata, l’altro famoso per le sue fioriture molto profumate. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze e l’orchidea rappresenta una delle piante ornamentali più versatili e variegate.
Scopri come far rifiorire la tua orchidea!
Quando si tratta della fioritura dell’orchidea, non è possibile generalizzare. Questo perché esistono delle specie che sono in grado di fiorire più volte durante il corso dell’anno mentre altre fioriscono una sola volta nell’arco dei dodici mesi ma hanno una fioritura molto prolungata nel tempo. Nel caso in cui la pianta
di orchidea presenti segni di sofferenze e i fiori inizino a cadere progressivamente, potrebbero essere messi in atto alcuni accorgimenti per rimediare alla situazione e ristabilire l’equilibrio. Per far ciò vanno considerati vari fattori. Tra questi, un ruolo fondamentale è svolto dalla luce solare: le orchidee amano la luce indiretta
e prediligono esposizioni che prevedono luce diretta solo al mattino, quando è più tenue, ovvero est o sud-est. Inoltre, le orchidee prediligono ambienti con alti tassi di umidità per cui potrebbe essere utile nebulizzare le foglie oppure procurarsi un sottovaso da riempire con acqua, in cui porre direttamente il vaso.
E ancora…
Oltre alla luce e all’acqua, anche il terreno è un parametro da considerare per il sano sviluppo della pianta e la conseguente fioritura. L’orchidea è una pianta abbastanza esigente in termini di nutrienti quindi, in caso di sofferenza, potrebbe essere utile valutare l’acquisto e l’utilizzo di un fertilizzante con composizione
specifica per tale tipologia di pianta. Solitamente il prodotto può essere usato ogni 15 giorni ma, per sicurezza, è sempre bene controllare cosa consiglia il produttore, secondo quanto riportato in etichetta. Ultimo, ma non per importanza, il rinvaso: ogni due anni le orchidee dovrebbero essere rinvasate su substrato specifico in modo da arricchire a cadenza regolare il substrato di crescita.